

Oggi voglio pubblicare un'analisi che mi ha inviato Hannah, una delle mie lettrici, perché la trovo molto ben fatta. Lo faccio con un pizzico di orgoglio, quindi i miei libri a qualcosa servono. Hannah ha analizzato Eur-Usd, analisi che potete leggere qui sotto.
Per prima cosa, ti mostro il grafico con i livelli più significativi evidenziati.
Ora, comincio con la mia analisi.
Eurozona
Pro:
- I tassi di interesse rimangono invariati per il momento, anche se Christine Lagarde, pur essendo scettica su un aumento dei tassi in Europa, è pronta a cambiare idea se necessario.
- Tapering.
- L'euro è diventato una delle principali valute delle riserve estere.
Contro:
- Aumento dei casi Omicron in tutta Europa e lockdown incombenti.
- Ucraina, Russia conflitto forniture di gas naturale. I prezzi europei dell'energia continuano a salire creando preoccupazione tra le imprese.
- L'inflazione tocca livelli record. L'interruzione della catena di approvvigionamento globale sta pesando sull'attività nel settore manifatturiero dell'UE e sta spingendo l'inflazione più in alto.
- La carenza di manodopera sta spingendo verso l'alto i salari in alcuni settori, ma per molti i guadagni non stanno tenendo il passo con l'aumento dei prezzi dei beni, con conseguente riduzione della spesa dei consumatori.
- Lo Zew tedesco è migliorato a 26,8 (25,9 novembre e 21 ottobre) ma era a 31,1 in settembre e 42,7 in agosto.
- Elezioni legislative in Portogallo (30 gennaio) e presidenziali in Francia (10 aprile).
Stati Uniti
Pro:
- Il mercato azionario è stabile nonostante il calo in gennaio per i timori della variante omicron, ma nel complesso non è ancora sceso oltre il 10%. L'aumento dei rendimenti e una Fed più aggressiva sono ancora una preoccupazione per gli investitori.
- Valuta di riserva mondiale.
- Economia interna basata sul consumo.
- Valuta usata per il commercio internazionale.
- Tre aumenti dei tassi d'interesse previsti per il 2022 sosterranno il dollaro USA.
- Le importazioni sono più vantaggiose con un dollaro USA più forte.
Contro:
- L'aumento dei casi da variante Omicron può avere un impatto sull'occupazione, dato che molti americani si rifiutano di tornare in ufficio.
- Politica internazionale (Iran, Corea del Nord).
- Il deficit di bilancio degli Stati Uniti è ancora molto alto.
- Il manifatturiero ha guadagnato posti di lavoro, tuttavia non ancora sufficienti per recuperare la perdita da quando è iniziata la pandemia. E con le preoccupazioni che la variante Omicron possa contribuire all'interruzione della catena di approvvigionamento e pesare sulla crescita economica globale hanno inciso sulle attività più rischiose.
Analisi macroeconomica.
Dopo che nei due trimestri precedenti il PIL degli Stati Uniti è cresciuto a un ritmo più veloce di quello dell'Eurozona, il dato del Q3 rilasciato a ottobre 2021 mostra il PIL dell'Eurozona (2,2%) crescere a un ritmo più veloce di quello degli Stati Uniti (2%).
Il tasso di disoccupazione nell'ultimo anno è sceso sia nell'Eurozona che negli USA, ma a un ritmo molto diverso, come mostrato nel grafico qui sotto (costruito sottraendo il dato USA da quello dell'Eurozona).
Come si può vedere, da luglio 2021 il differenziale tra i due tassi è costantemente aumentato, riflettendo un maggiore calo della disoccupazione negli Stati Uniti che nell'Eurozona.
Il tasso di disoccupazione dell'Eurozona è al 7,2% dall'8,3% di gennaio 2021, sotto i livelli pre-pandemici (7,3% nell'aprile 2020). Il tasso di disoccupazione USA è al 3,9% dal 6,7% di gennaio 2021, ancora al di sopra ma molto vicino ai livelli pre-pandemici (3,5% a marzo 2020).
Per quanto riguarda il tema principale dell'economia mondiale, in particolare quella statunitense, qui sotto potete vedere il grafico dell'indice dei prezzi al consumo (costruito sempre sottraendo il dato USA da quello dell'Eurozona).
Il grafico mostra chiaramente che l'inflazione negli Stati Uniti sta crescendo ad un ritmo più veloce che nella zona euro.
Con il prossimo grafico, ecco come tutto questo si è tradotto nella spesa dei consumatori con il dato del Retail Sales (ho sommato i dati mensili).
Dopo un rafforzamento del dato all'inizio del 2021, c'è stato un graduale recupero, niente di eccezionale, del dato dell'Eurozona, a conferma che l'aumento dell'inflazione negli Stati Uniti comincia a farsi sentire un po' nei consumi.
Il quadro macroeconomico che emerge è quello di un'economia statunitense più forte di quella dell'eurozona, ma che ha comunque visto quest'ultima apprezzarsi maggiormente in diverse aree negli ultimi mesi.
Dagli ultimi meetings
BCE 16 dicembre 2021
La BCE nell'ultima riunione ha esposto un piano per eliminare gradualmente il programma di acquisto attuato per l'emergenza pandemica (PEPP), una cosiddetta "misura non standard di politica monetaria" avviata nel marzo 2020 attraverso la quale la BCE ha cercato di sostenere l'economia della zona euro acquistando titoli del settore pubblico e privato. Nel frattempo ha inviato un chiaro messaggio che avrebbe mantenuto il suo programma di acquisto di asset, tra le altre misure, per sostenere la ripresa economica.
Mentre l'aumento del costo della vita offusca la ripresa economica globale e spinge le banche centrali di tutto il mondo a ridurre gli stimoli o ad alzare i tassi di interesse, la BCE minimizza la minaccia di un aumento dei prezzi e rimane riluttante a ridimensionare le misure accomodanti.
La BCE ha rivisto al rialzo le sue previsioni di inflazione per l'area dell'euro al 2,6% nel 2021 e al 3,2% nel 2022, nettamente superiori alle sue proiezioni di settembre. Tuttavia, la banca si è scrollata di dosso la preoccupazione per un forte aumento dell'inflazione e ha mantenuto la sua previsione che l'inflazione diminuirà nel 2022.
Fed Minutes del meeting del 14-15 dicembre 2021
I verbali della riunione della Fed del 14-15 dicembre hanno aggiunto maggiori dettagli sul cambiamento di rotta della banca centrale lo scorso mese, verso una politica monetaria più aggressiva per frenare l'inflazione. I politici hanno detto il mese scorso che il mercato del lavoro degli Stati Uniti era "very tight". Questo è più aggressivo del previsto. Quindi, la banca centrale potrebbe dover alzare i tassi di interesse prima di quanto preventivato.
Un aumento dei tassi nella riunione del 25-26 gennaio sorprenderebbe i mercati che attualmente danno una probabilità del 96,9% che i tassi rimangano invariati. Mentre la probabilità di un aumento dei tassi alla prossima riunione del 15-16 marzo di 25 punti base è dell'83,1% quando un mese prima era solo del 31,2%.
L'inflazione negli Stati Uniti è a livelli che non si vedevano da più di una generazione, cosa che manterrà la Federal Reserve attiva con aumenti dei tassi di interesse e altri cambiamenti previsti nei prossimi mesi per cercare di domare l'impennata dei prezzi. L'inflazione ha raggiunto il 7% a dicembre, con aumenti di prezzo che si sono diffusi in un più ampio paniere di beni e servizi, secondo gli ultimi dati dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) pubblicati mercoledì.
Il presidente della Fed Jerome Powell ha detto lo scorso anno che avrebbe monitorato la situazione per vedere se l'inflazione si sarebbe allentata da sola. Finora non è successo. Scusa Hannah ma qui devo aggiungere un mio commento personale, per la serie: "Non so cosa fare, spero nella provvidenza".
Conclusioni
A mio parere entrambi i paesi si troveranno ad affrontare difficoltà economiche nel 2022. E la strada per la ripresa non è così liscia per i seguenti motivi:
- L'interruzione della catena di approvvigionamento è un problema globale e questo influenzerà le importazioni/esportazioni in entrambi i paesi
- L'elevata inflazione è una preoccupazione e che porterà a una riduzione della spesa dei consumatori in entrambi i paesi.
- La crisi energetica è principalmente un problema europeo, che avrà un forte impatto sulle tasche dei consumatori. Allo stesso modo però, l'aumento dei prezzi del petrolio causerà un aumento del costo dei trasporti che colpirà gli americani più degli europei per la loro dipendenza dalle automobili come unico mezzo di trasporto per andare al lavoro.
- Come risultato dell'aumento dei prezzi del petrolio, la maggior parte dei beni aumenterà di prezzo contribuendo a un livello di inflazione più alto.
- L'industria aerea vedrà una riduzione del turismo e dei viaggi a livello globale.
- La crescita della Cina sta rallentando, con un impatto diretto sull'economia statunitense.
- La variante Omicron potrebbe portare a un nuovo pacchetto di stimoli per le piccole imprese negli Stati Uniti.
Non scambierò questa coppia per ora. Dall'analisi, l'economia statunitense, nonostante il forte aumento dell'inflazione, rimane più forte di quella europea, e anche l'analisi macroeconomica lo ha dimostrato. Tuttavia, il miglioramento dei dati dell'Eurozona rispetto agli USA negli ultimi mesi (escluso il tasso di disoccupazione, ma va tenuto conto che il tasso dell'Eurozona è già tornato sotto i livelli pre-pandemici, cosa che il tasso USA non ha ancora fatto), l'incertezza sull'inflazione e le politiche monetarie, i tassi di interesse e la fine dell'immobilità della BCE con il probabile tapering, dovrebbero far rimbalzare Eur-Usd con un target in area 1.15500/1.16000.
Qui, poi, i nuovi dati che usciranno nelle prossime settimane dovrebbero dirci qualcosa di più. Soprattutto come l'alta inflazione influenzerà i consumi.
Questa è l'analisi inviatami da Hannah con cui mi congratulo e ringrazio.
In questo articolo voglio pubblicare un’analisi che mi ha inviato Hannah, una mia lettrice, perché la trovo molto ben fatta. Hannah ha analizzato Eur-Usd e alla fine ha riportato le sue conclusioni. Buona lettura!
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.