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La mossa a sorpresa del Giappone

Giovedì il Giappone è intervenuto sul mercato dei cambi per acquistare yen per la prima volta dal 1998, nel tentativo di sostenere la valuta malconcia dopo che la Banca del Giappone ha mantenuto i tassi di interesse ultra-bassi.

La mossa, avvenuta nella tarda serata asiatica, ha visto il dollaro crollare di oltre il 2% a circa 140,30 yen. Non ci sono stati segnali di ulteriori interventi o aiuti alla BOJ da parte di altre banche centrali e il dollaro ha chiuso la giornata in calo dell'1,2% a 142,32 yen.

In precedenza il dollaro era salito di oltre l'1% grazie alla decisione della BOJ di mantenere la sua politica super-allentata, in controtendenza rispetto all'ondata globale di strette monetarie da parte delle banche centrali che lottano contro l'aumento dell'inflazione.

"We have taken decisive action", ha dichiarato ai giornalisti il vice ministro delle finanze per gli affari internazionali Masato Kanda, rispondendo affermativamente alla domanda se ciò significasse un intervento. Ma gli interventi valutari raramente hanno successo e mi aspetto che la mossa di giovedì fornisca solo una tregua temporanea allo yen.

Il Ministro delle Finanze Shunichi Suzuki ha rifiutato di rivelare quanto le autorità abbiano speso per acquistare lo yen e se altri Paesi abbiano acconsentito alla mossa. Non è noto se Washington abbia accettato l'intervento di Tokyo.

Sicuramente l’intervento della Bank of Japan è stato l’evento scatenante del crollo di Usd-Jpy ma nutro forti dubbi che sia stato da solo sufficiente a far perdere alla coppia di valute più di 500 pips. Le cose sono due: o hanno partecipato altre banche centrali all’acquisto di Yen, ma anche qui nutro forti dubbi, oppure, il crollo è stato aiutato dall’uscita di grossi fondi da operazioni di carry trade (molto più probabile).

Guardando a Gbp-Usd e al crollo di venerdì (-3,57%) non è difficile capire dove hanno spostato buona parte dei capitali quei fondi che sono usciti da Usd-Jpy. La loro attenzione si è spostata all’Europa, Sterlina ed Euro (Eur-Usd -1,50% venerdì). Anche altre valute hanno avuto forti cali contro il dollaro, come il dollaro australiano (-1,75%) ma qui, oltre al rafforzamento del dollaro americano, c’è stato il profondo rosso in cui hanno chiuso le materie prime (oro -1,75%) e che hanno portate vendite sulla valuta australiana.

La chiusura di venerdì delle altre valute contro il dollaro americano: Usd-Cad +0,76% (nonostante il crude oil sia sceso del 4,86%), Usd-Jpy +0,69%, Usd-Chf +0,43%, Nzd-Usd -1,80% (qui vale lo stesso discorso fatto per Aud-Usd con il contratto di ottobre del Class III Milk che ha perso venerdì il 2,61%).

Nelle prossime settimane, se non succederanno altri sconvolgimenti, assisteremo a un prosieguo del calo di Eur-Usd e Gbp-Usd. Personalmente sono short su Eur-Usd da circa un paio settimane e ho il mio target fissato a 0,92500.

Giovedì il Giappone è intervenuto sul mercato dei cambi per acquistare yen per la prima volta dal 1998, nel tentativo di sostenere la valuta malconcia dopo che la Banca del Giappone ha mantenuto i tassi

David
David
David è un trader con oltre 25 anni di esperienza (due anni come gestore di fondi) in valute e materie prime. Collabora con un'importante società europea di investimenti in materie prime ed è autore di diversi libri di successo sul trading e sui mercati finanziari.

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