Gli ETC
31 Ottobre 2021
Gli ETF
31 Ottobre 2021

Classificazione degli ETF

Prima di andare al pratico e vedere come costruire un portafoglio di ETFs a seconda del vostro obiettivo, vi mostro la classificazione degli ETFs in base al benchmark che il paniere di titoli va a replicare. Solitamente essi si distinguono in:

Monetari. Non costituiscono un vero e proprio strumento d’investimento ma nascono dall’esigenza di gestire la liquidità presente sul conto. Si caratterizzano per gestire un paniere di obbligazioni a breve/brevissimo termine, in genere 12 mesi o meno.

Lo scopo non è quello dell’investimento ma di garantire una minima remunerazione alla liquidità ferma sul conto, anche se in questa fase storica con i tassi d’interesse a zero o quasi un po’ in tutti i Paesi, il rendimento di questi ETFs è nullo se non addirittura negativo.

Obbligazionari. Investono in obbligazioni e permettono un’ampia diversificazione a livello:

  • Geografico (Europa, Usa, Paesi emergenti, ecc.).
  • Emittente (titoli di stato, corporate).
  • Scadenza (a breve, medio, lungo termine).
  • Valuta (Euro, Dollaro, a copertura del cambio, ecc.).
  • Proventi (accumulo, distribuzione).

Come potete vedere, ogni livello, quindi, può essere ulteriormente diversificato.

Il vantaggio offerto dagli ETFs obbligazionari è di investire patrimoni ridotti, diversificando in modo efficiente il portafoglio. Tuttavia, come avete visto con le obbligazioni, un concetto chiave rimane il collegamento tra tassi d’interesse e prezzo delle singole obbligazioni che compongono il paniere di un ETF.

Questo nel 2021 è un fattore da non sottovalutare dato il basso livello dei tassi d’interesse. Un aumento dei tassi comporterebbe un calo del prezzo delle singole obbligazioni, e di conseguenza, un deprezzamento dell’ETF.

Azionari. Si caratterizzano per replicare un paniere di azioni. Presentano numerosi vantaggi:

  • Basse commissioni. Dal momento che con una sola operazione si acquistano tutte le azioni che compongono il paniere.
  • Basso rischio. L’acquisto di un ETF rispetto alla singola azione presenta indubbi vantaggi in termini di minore volatilità e quindi di rischio.
  • Diversificazione. Come per gli ETFs obbligazionari, anche quelli azionari si possono diversificare a livello geografico (Europa, America, Asia, Paesi Emergenti, ecc.), settoriale (banche, industria, telecomunicazioni, immobiliare, ecc.), tematico (che permettono di investire su uno specifico tema che generalmente è a carattere ambientale, sociale o energetico), ecc.

Come avete già visto, le singole azioni non rappresentano certamente l’investimento ideale in quanto necessitano di un’adeguata conoscenza della società su cui intendete investire, nonché esperienza, e che la maggior parte di voi non possiede. Gli ETFs costituiscono sicuramente un’alternativa migliore per investire nel mercato azionario.

Strutturati. Una menzione a parte meritano gli ETFs strutturati. Sono degli ETFs a replica sintetica che investono in un paniere di strumenti derivati (futures) e che permettono di replicare strategie complesse (che fino a pochi anni fa erano a esclusivo appannaggio degli hedge funds) o non lineari rispetto all’andamento del benchmark di riferimento.

Le principali tipologie di ETFs strutturati sono:

  • Short. Permettono all’investitore di assumere una posizione contraria rispetto al benchmark di riferimento. Concretamente, questi ETFs aumentano di valore quando il benchmark diminuisce di prezzo. Pertanto rappresentano un modo per speculare al ribasso sui mercati finanziari.
  • Leveraged. Permettono all’investitore di realizzare un rendimento (ma anche una perdita) addizionale rispetto al benchmark di riferimento. Il rendimento addizionale è determinato dall’effetto leva che permette di amplificare la performance del benchmark. Ad esempio, se il benchmark oggi guadagna l’1,5%, un “ETF leveraged 3x” guadagna il 4,5% (1,5% x 3 = 4,5%). Se domani il benchmark realizzerà un -2% lo stesso ETF perderà il 6% (-2% x 3 = -6%).

Sono quindi strumenti che necessitano di essere trattati con cura e solo da persone esperte. Inoltre, sono molto più adatti alla speculazione (al trading) che all’investimento. Per questo motivo sconsiglio l’utilizzo di ETFs strutturati e non li troverete più, nemmeno menzionati, in questo percorso.

In conclusione, avete visto come gli ETFs siano strumenti molto versatili e che permettono di investire con bassi costi e rischio ridotto, anche con pochi capitali, diversificando in numerosi modi e mercati. E’ lo strumento ideale per chi desidera fare un PAC, piano di accumulo.

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