

Prima di andare al pratico e vedere come costruire un portafoglio di ETFs a seconda del vostro obiettivo, vi mostro la classificazione degli ETFs in base al benchmark che il paniere di titoli va a replicare. Solitamente essi si distinguono in:
Monetari. Non costituiscono un vero e proprio strumento d’investimento ma nascono dall’esigenza di gestire la liquidità presente sul conto. Si caratterizzano per gestire un paniere di obbligazioni a breve/brevissimo termine, in genere 12 mesi o meno.
Lo scopo non è quello dell’investimento ma di garantire una minima remunerazione alla liquidità ferma sul conto, anche se in questa fase storica con i tassi d’interesse a zero o quasi un po’ in tutti i Paesi, il rendimento di questi ETFs è nullo se non addirittura negativo.
Obbligazionari. Investono in obbligazioni e permettono un’ampia diversificazione a livello:
Come potete vedere, ogni livello, quindi, può essere ulteriormente diversificato.
Il vantaggio offerto dagli ETFs obbligazionari è di investire patrimoni ridotti, diversificando in modo efficiente il portafoglio. Tuttavia, come avete visto con le obbligazioni, un concetto chiave rimane il collegamento tra tassi d’interesse e prezzo delle singole obbligazioni che compongono il paniere di un ETF.
Questo nel 2021 è un fattore da non sottovalutare dato il basso livello dei tassi d’interesse. Un aumento dei tassi comporterebbe un calo del prezzo delle singole obbligazioni, e di conseguenza, un deprezzamento dell’ETF.
Azionari. Si caratterizzano per replicare un paniere di azioni. Presentano numerosi vantaggi:
Come avete già visto, le singole azioni non rappresentano certamente l’investimento ideale in quanto necessitano di un’adeguata conoscenza della società su cui intendete investire, nonché esperienza, e che la maggior parte di voi non possiede. Gli ETFs costituiscono sicuramente un’alternativa migliore per investire nel mercato azionario.
Strutturati. Una menzione a parte meritano gli ETFs strutturati. Sono degli ETFs a replica sintetica che investono in un paniere di strumenti derivati (futures) e che permettono di replicare strategie complesse (che fino a pochi anni fa erano a esclusivo appannaggio degli hedge funds) o non lineari rispetto all’andamento del benchmark di riferimento.
Le principali tipologie di ETFs strutturati sono:
Sono quindi strumenti che necessitano di essere trattati con cura e solo da persone esperte. Inoltre, sono molto più adatti alla speculazione (al trading) che all’investimento. Per questo motivo sconsiglio l’utilizzo di ETFs strutturati e non li troverete più, nemmeno menzionati, in questo percorso.
In conclusione, avete visto come gli ETFs siano strumenti molto versatili e che permettono di investire con bassi costi e rischio ridotto, anche con pochi capitali, diversificando in numerosi modi e mercati. E’ lo strumento ideale per chi desidera fare un PAC, piano di accumulo.
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.