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Uno dei miei spreads preferiti

Uno degli spread che seguo sempre con molto interesse e che riserva ogni anno delle buone opportunità di trading è CL–B, cioè WTI crude oil – Brent crude. Il petrolio greggio è una delle materie prime più scambiate al mondo e una delle principali fonti di approvvigionamento energetico globale.

Quando si tratta di petrolio fisico, ci sono diverse qualità. Le qualità più scambiate sono il Brent del Mare del Nord (comunemente noto come "Brent crude") e il WTI (West Texas Intermediate). Il Brent è il petrolio che viene prodotto nei campi petroliferi di Brent, cioè in un giacimento di petrolio e di gas situato nell'East Shetland Basin del Mare del Nord.

I futures sul greggio Brent sono scambiati sull'Intercontinental Exchange (ICE) e il suo prezzo è il punto di riferimento per il greggio africano, europeo e mediorientale. Il meccanismo dei prezzi del Brent detta il valore di circa due terzi della produzione mondiale di greggio.

Il NYMEX (New York Mercantile Exchange) divisione del CME (Chicago Mercantile Exchange) elenca i contratti futures del greggio WTI. La consegna dei futures sul greggio WTI avviene a Cushing, Oklahoma. Il WTI è il greggio di riferimento per il Nord America.

Dopo questa breve introduzione, vi mostro il grafico del continuous price degli ultimi 10 anni dello spread.

Negli ultimi 10 anni, ad esclusione della primavera scorsa quando c’è stato il crollo del WTI con il prezzo che è sceso anche in negativo, lo spread si è mosso tra 0 e -20 per la maggior parte del tempo. Il grafico in realtà non ci dice molto. Infatti c’è da tenere conto del prezzo dei due futures.

A livello teorico maggiore è il prezzo dei due futures, maggiore dovrebbe essere anche lo spread. In realtà non è sempre così e queste sono le occasioni che possiamo sfruttare a nostro vantaggio. Sotto vi mostro altri due grafici, sono il continuous histogram dello spread a inizio ottobre 2018, l’ultimo periodo che i futures sul crude oil (entrambi, WTI e Brent) hanno quotato sui prezzi attuali, e quello attuale.

CL-B Continuous histogram 4 ottobre 2018 (SpreadCharts.com)

CL-B Continuous histogram 16 giugno 2021 (SpreadCharts.com)

Se andate a leggere i valori delle colonne, potete notare una bella differenza. Il 3 ottobre del 2018 lo spread CL1-B1 (il continuous) si trovava nella colonna -$ 10.3. Per la precisione lo spread era -$ 9.88 (WTI $ 76,41 e Brent $ 88,29). Lo spread attuale (venerdì 18 giugno 2021) si trova nella colonna -$ 1.5 (per la precisione lo spread è -$ 2.08).

Se prendete anche altri periodi con il prezzo del WTI crude oil sui livelli attuali o poco distanti potete notare una differenza tra i futures dei due tipi di petrolio molto maggiore di quella attuale. Anche ad aprile 2019, con il WTI poco oltre i $ 60 il barile, vi era uno spread di circa -$ 9.

Quindi, non fatevi ingannare dal fatto che lo spread si trova nella zona rosa del 25th-75th percentile range, con i prezzi attuali di WTI e Brent, lo spread deve essere maggiore.

A questo punto, come possiamo sfruttare questa situazione a livello pratico? Dal momento che il grafico continuous è sicuramente utile nelle nostre analisi ma non possiamo tradarlo, dobbiamo costruire uno spread scegliendo attentamente le due consegne dei futures.

Uno spread che non deve avere la prima consegna troppo vicina (avremmo un periodo troppo breve per mettere a frutto l’operazione), ma nemmeno troppo distante (i futures risulterebbero poco liquidi e meno reattivi ai cambiamenti di prezzo). Dopo un’analisi nemmeno troppo lunga, sono andato sullo spread CLV21-BX21, cioè ho preso la consegna di ottobre del WTI e quella di novembre del Brent. In questo modo possiamo tenere aperta la posizione al massimo fino a circa metà settembre (tre mesi).

Sotto potete vedere il grafico con i due pattern stagionali a 5 e 15 anni.

Grafico dello spread CLV21-BX21 (SpreadCharts.com)

Lo spread è ovviamente da vendere, dal momento che speculiamo su un aumento della differenza tra i due futures. Anche se lo scopo dell’operazione non concerne la stagionalità, tuttavia potete notare come le due medie siano ribassiste (in particolar modo quella a 15 anni).

Fare un’analisi grafica ha poco senso. Come già detto, l’ampiezza dello spread dipende soprattutto dal prezzo dei futures. Più sono alti e più in teoria lo spread è più ampio. Quindi non reputo utile, ad esempio, andare a confrontare lo spread attuale con i precedenti (Seasonality Stacked) a meno che non si scelga uno o più spread proprio in base proprio al prezzo.

Sotto, in questo senso, potete vedere il grafico Stacked con solo lo spread attuale e quello del 2018.

CLV18-BX18 Seasonality Stacked (SpreadCharts.com)

Il grafico conferma come, con i futures all’incirca sugli stessi livelli, lo spread attuale sia molto più stretto rispetto a quello nel 2018. Qui finisce la mia analisi, adesso tocca a voi scegliere, attraverso la probabilità soggettiva, il livello d’ingresso e tutti gli altri parametri.

Uno degli spread che seguo sempre con molto interesse e che riserva ogni anno delle buone opportunità di trading è CL–B, cioè WTI crude oil – Brent crude. Il petrolio greggio è una delle materie prime più

2 Comments

  1. Fabio G. ha detto:

    Molto bella questa analisi.
    Mi sto avvicinando ora al mondo delle materie prima (e sto leggendo un tuo libro a riguardo).
    Complimenti ancora.

    • David ha detto:

      Grazie Fabio. Spero che i miei libri, e le mie analisi nel sito possano esserti d’aiuto per diventare un trader di successo

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