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I fondi d’investimento

Il fondo d’investimento un altro strumento tra i più conosciuti dal risparmiatore che inizia ad approcciarsi all’investimento. Omettendo definizioni accademiche di difficile comprensione, per capire il fondo d’investimento pensate a un grande salvadanaio dove confluisce il denaro di piccoli e grandi risparmiatori.

La gestione del “salvadanaio” è affidata a una Società di Gestione del Risparmio (SGR) che offre il vantaggio di un servizio di investimento professionale a tutti i risparmiatori che altrimenti, avendo a disposizione un piccolo capitale o essendo privi delle competenze necessarie, non potrebbero permetterselo. La decisione su cosa comprare con i soldi nel “salvadanaio” dipende dall'obiettivo d'investimento del fondo.

In pratica, l’investitore delega la scelta su come investire i propri risparmi al gestore del fondo (e questo cozza con il mio motto).

Il fondo d’investimento, quindi, è una forma di risparmio gestito che raccoglie i risparmi degli investitori che vengono poi gestiti dalla Società di Gestione del Risparmio (SGR), attraverso un gestore professionista, come un unico patrimonio, in attività finanziarie come obbligazioni o azioni, con l‘obiettivo di sovraperformare il mercato. Per questo si dice che ha una gestione “attiva”.

La gestione attiva prevede che il gestore professionista abbia un margine di discrezionalità, che gli permette di variare la composizione del fondo in base alle proprie aspettative, in modo da privilegiare le attività finanziare, che dovrebbero avere le maggiori probabilità di offrire rendimenti superiori alla media, permettendo di conseguenza al fondo di ottenere una performance migliore rispetto a quella registrata dal mercato di riferimento.

Bello direte voi, in realtà non è così. Sicuramente i fondi d’investimento hanno il pregio di diversificare l’investimento su più attività finanziarie riducendo il rischio e sono gestiti da professionisti. Ma proprio per la loro gestione “attiva”, hanno costi molto alti. Generalmente hanno:

  • commissioni di ingresso, al momento dell'acquisto della quota;
  • commissioni di gestioni, ossia costi ricorrenti (generalmente annuali) legati all'amministrazione del fondo;
  • commissioni di performance, proporzionali ad alcuni risultati raggiunti dallo strumento;
  • commissioni d'uscita, al momento della vendita della quota.

Non poco ve lo assicuro (considerate che sarete voi con le vostre commissioni a pagare gli stipendi ai gestori del fondo). Anche perché, nonostante il fondo sia gestito da professionisti che attraverso appunto una gestione attiva del patrimonio puntano a battere il mercato, la performance molto spesso è inferiore.

Le statistiche dimostrano come un fondo che un anno registra una performance superiore al proprio benchmark (cioè al mercato di riferimento), raramente riesce a confermarsi l‘anno successivo, dimostrando in questo modo che la sovra performance è stata frutto più del caso che dell’abilità del gestore.

Tuttavia, dovete sapere che ci sono dei fondi che dichiarano di attuare una gestione attiva del portafoglio mentre nella realtà adottano una gestione passiva (che vedrete spiegata in seguito). In questi casi pagate commissioni a gestore del fondo che non dovreste.

Un altro “difetto” è costituito dalla mancanza di trasparenza, dal momento che il risparmiatore non può conoscere nel dettaglio e in modo tempestivo i prodotti finanziari che costituiscono il patrimonio del fondo. I dati che vengono diffusi, infatti, sono sempre in ritardo e spesso incompleti.

A differenza degli altri strumenti, i fondi quotati non ammettono limite di prezzo. Al momento dell’inserimento dell’ordine dovrai solo inserire la quantità che ti interessa e che corrisponde alla cifra che vuoi investire. Tutte le operazioni di acquisto/vendita inserite saranno regolate sulla base del valore di fine giornata (NAV, Net Asset Value). Quindi, i fondi quotati si comprano e si vendono “al buio”. Solo il giorno successivo all’operazione potrai conoscere il prezzo pagato o incassato.

Se avete un bisogno impellente del denaro investito in fondi, mettetevi l‘anima in pace perché i tempi per disinvestire sono lunghi. Per un complesso meccanismo di comunicazione ci possono volere anche 15 giorni prima di avere il denaro disponibile sul vostro conto corrente.

Visti i molti difetti che hanno i fondi d’investimento vi starete domandando perché le banche e i promotori insistono tanto perché tu li sottoscriva. La risposta è semplice, i fondi d’investimento garantiscono ogni anno laute commissioni che pagano, come detto, gli stipendi ai gestori e ingrassano i bilanci delle banche.

Quindi perché pagare alte commissioni ogni anno se poi il fondo non è in grado di ottenere risultati migliori rispetto al benchmark di riferimento e, anzi, spesso ottiene risultati peggiori?

Se pensavate che i fondi d’investimento erano ciò che faceva al vostro caso, non demoralizzatevi. Esiste, infatti, un prodotto finanziario che mantiene intatti tutti i pregi dei fondi e che è in grado di trasformarne gli svantaggi in vantaggi.

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