

Un altro breve excursus per fare chiarezza su un aspetto che molto spesso è fonte d’incomprensione, la differenza tra fare trading e investire. Trading e investimenti sono spesso usati come sinonimi ma si riferiscono a due pratiche totalmente diverse. Io sono un trader, ciò che faccio è speculare sui mercati finanziari. Lavoro specificatamente con il Forex (valute) e materie prime (come frumento, caffè e petrolio) e le mie operazioni hanno una durata che va da qualche settimana a qualche mese. Quindi io lavoro nel medio periodo.
Ci sono traders che lavorano nel breve periodo, con operazione della durata massima di qualche giorno. C’è chi fa day trading, aprendo e chiudendo un’operazione nella stessa giornata. E chi fa scalping, tante operazioni dalla brevissima durata (da una manciata di secondi a un paio di minuti) con guadagni minimi, ma che alla fine della giornata complessivamente formano un bel gruzzolo.
Ogni trader ha una differente personalità e una tipologia di trading che gli si addice meglio di un’altra. Tuttavia, tutti questi modi di fare trading hanno in comune un principio, cercare di trarre vantaggio dai movimenti del prezzo, sia al rialzo, sia al ribasso. Questo è ciò che fa il trader (e quindi anch’io).
Ciò che interessa al trader, quindi, è che il prezzo dello strumento finanziario si muova: infatti più si muove e più c’è opportunità di avere un rendimento. Ma più si muove e più c’è anche rischio di perdere, ovviamente. Per questo motivo ci sono elementi molto importanti che il trader utilizza nella sua analisi, quali il volume e la volatilità.
Il volume è la quantità di azioni, obbligazioni o contratti che sono stati scambiati durante un determinato periodo di tempo (ad esempio, in un ora, giorno o settimana). La volatilità è la misura di quanto i prezzi o i rendimenti di un asset o prodotto finanziario si sono mossi nel tempo.
Il trader non ha generalmente intenzione di acquistare o vendere lo strumento in sé, ma solo speculare sull’andamento del prezzo, guadagnando qualora le sue previsioni risultassero corrette. Egli si focalizza quindi più su aspetti tecnici dello strumento che sulle opportunità di lungo termine.
Fare trading richiede molto tempo da dedicare a questa attività, passare molte ore davanti al monitor per controllare l’andamento del prezzo e cercare eventuali opportunità per aprire un’operazione. Questo tempo è tanto maggiore quanto minore è l’ottica temporale dell’operazione.
Il trading è una vera e propria attività imprenditoriale che richiede un’ottima conoscenza dei mercati finanziari ed esperienza.
Investire, invece, è una strategia che ha il fine di fare aumentare il capitale nel tempo e/o ottenere una rendita, significa avere un ottica temporale di lungo periodo (almeno di 10 anni).
L’investitore mantiene le sue posizioni per tutto il periodo dell’investimento, sia durante i rialzi sia nelle fasi ribassiste dei mercati, ribilanciandole e correggendole quando necessario (comunque non frequentemente), fino a raggiungere il proprio obiettivo di investimento.
A lui non interessa prevedere come si comporterà il prezzo nel breve periodo, ma comprendere quelli che sono i fondamentali dell’azienda o dello strumento sul quale ha investito. Quindi l’investitore possiederà materialmente quello strumento che siano azioni, obbligazioni o quote di un fondo.
All’investitore è richiesto poco tempo da dedicare ai suoi investimenti proprio per la sua ottica di lungo periodo, senza dover controllare ogni momento la performance. Io non spendo più di due ore al mese per controllare, valutare ed eventualmente modificare il mio portafoglio degli investimenti.
Rispetto a fare trading, investire ha un ulteriore vantaggio: la possibilità di diversificare maggiormente i risparmi. Un portafoglio di investimento diversificato ha posizioni in molte aziende, settori, aree geografiche: la diversità aiuta a cogliere più opportunità e, soprattutto, a diminuire il rischio dell'impatto di qualche cattivo investimento sui risparmi.
Ad esempio le azioni sono ottime in periodi di crescita economica, le materie prime per difendersi dall’aumento dell’inflazione, oro e alcune valute, come franco svizzero e yen giapponese, nei periodi di recessione. Tutte insieme possono creare un portafoglio bilanciato e protetto.
Investire vuol dire definire un piano pluriennale per raggiungere i propri obiettivi di vita e di investimento (integrare la pensione, avere una rendita, pagare l’università ai figli, ecc.), rispettarlo nel tempo cercando di ridurre il più possibile i rischi.
In definitiva, pur facendo riferimento entrambi ai mercati finanziari, trading e investimenti sono due mondi diversi, con caratteristiche e obiettivi totalmente differenti. Il trading è guadagnare dalla speculazione, investire è ottenere una rendita periodica da uno o più strumenti finanziari.
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.