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Il primo aspetto che avete visto è che non dovete fare trading con i vostri risparmi ma investirli. “Ma come, tu sei un trader e ci dici che non dobbiamo fare trading?” Esatto! Non che fare trading sia un qualcosa di sbagliato ma richiede molta esperienza e conoscenza del mercato con cui lavorate (azioni, obbligazioni, valute, materie prime), oltre che molta disciplina, ed è un qualcosa che adesso non avete e vi porterebbe solo a perdere denaro.

Se vi piace o incuriosisce il trading, nessuno vi vieta di studiare, leggere libri (meglio se i miei), consultare siti internet, seguire traders e analisti capaci e iniziare a conoscere così i mercati di vostro interesse. Fare trading su piattaforme demo (molti brokers permettono di aprire un conto demo) e fare operazioni con denaro virtuale. In questo modo comincerete a costruirvi l‘esperienza necessaria per svolgere questa attività senza rischiare di perdere denaro. Ma non fatelo assolutamente con i vostri risparmi, adesso non siete assolutamente in grado di fare trading (perlomeno la maggioranza di voi).

Dunque, da adesso in avanti, quando parlerò di comprare un determinato strumento mi riferirò sempre a investire.

Quando in genere si pensa alla Borsa, si pensa alle azioni. Comprare un titolo azionario (ad esempio Amazon) per poi rivenderlo a un prezzo più alto sembra molto facile, ma in realtà, per chi ha poca conoscenza, porta quasi sempre a perdere parte dei propri risparmi.

Questo perché investire su un titolo azionario richiede molta esperienza nel compiere analisi finanziarie. Dovete fare una profonda analisi dei bilanci e delle prospettive future dell’azienda sulla quale andrete a investire. E oltretutto, questo potrebbe rivelarsi non sufficiente per evitarvi delle perdite.

Warren Buffett ogni anno spende decine di migliaia di dollari in reports sulle aziende sulle quali ha interesse a investire e nonostante questo non è esente dal prendere delle cantonate. Pensate adesso voi che senza (o poca) esperienza, e senza rapporti che vi diano le stesse informazioni di Buffett, quante probabilità avete di guadagnare dal vostro investimento (la classica fortuna del principiante non fa testo).

Quando investite dovete giustamente guardare al guadagno che potreste ottenere ma non dovete dimenticare il rischio che sosterrete per ottenere quel guadagno. Investire su un solo titolo azionario significa mettere tutti i vostri risparmi su un’unica azienda. E se quell’azienda ha dei problemi che voi non potevate conoscere e di lì a poco fallisce? Che ne sarà dei vostri risparmi? Svaniranno come nebbia al sole.

La storia è piena di casi famosi di importanti società che, per un motivo o un altro, sono fallite: Enron, Lehman Brothers e in questi giorni Evergrande (tanto per citarne alcuni). Pensate se aveste investito i vostri risparmi su una di quelle società, avreste perso tutto o quasi il vostro denaro.

Quindi, investire su una sola azienda, anche se famosa e importante, come Amazon non è la scelta giusta. La via più corretta è diversificare. Investire su più aziende in modo tale che se anche una ha un problema non inciderà più sul 100% del vostro investimento ma solo in una piccola percentuale. Vedrete presto in che modo (no, non nel prossimo “capitolo”).

Dopo tutta questa lunga premessa e spiegazione del perché non dovreste investire sulle singole azioni, vediamo adesso che cos’è un’azione.

L’azione è la parte più piccola in cui è diviso il capitale di una società per azioni. Il titolare dell'azione (azionista), quindi, possiede un "pezzetto" della società, con tutti i diritti e gli oneri che questo comporta. La società per azioni, di contro, attraverso l'emissione e il collocamento delle azioni finanzia la propria attività.

Non è detto che una società per azioni sia quotata in Borsa. Così, mentre sarà facile acquistare e vendere azioni di società quotate (basta recarsi in banca o aprire un conto con uno dei tanti brokers online), più difficile è farlo con società non quotate in Borse. Dovrete mettervi d’accordo privatamente con i soci della società sul prezzo al quale comprarle e venderle.

Un’azione ha due prezzi:

  • prezzo nominale, il valore dell’azione quando viene emessa;
  • prezzo di mercato, una volta emessa al prezzo nominale, un’azione può essere scambiata e il prezzo sarà determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta.

Tra i diritti conferiti all’acquirente di azioni c’è quello di partecipare alla divisione degli utili sotto forma di dividendi. Può capitare, tuttavia, che un anno la società non distribuisca gli utili per reinvestili nell’azienda stessa. In questo caso, l’ammontare degli utili non distribuiti si riflette sul valore del titolo.

Il giorno dello stacco del dividendo il prezzo del titolo apre con un prezzo minore al giorno prima in quanto viene abbassato del valore del dividendo. Se la società non distribuirà l’utile (cioè i dividendi), il prezzo dell’azione non subirà variazioni (in pratica, il dividendo rimane incorporato nel prezzo dell’azione).

Per ottenere i dividendi basta essere in possesso delle azioni della società al momento del pagamento, ossia allo stacco del dividendo. Per avere diritto alla quota degli utili bisogna acquistare il titolo un certo numero di giorni prima dell’effettivo pagamento: ad esempio, le azioni italiane devono essere comprate almeno 3 giorni prima.

Ci sono quindi due modalità per guadagnare con l’acquisto delle azioni:

  • Attraverso l’incasso dei dividendi
  • Tramite il rendimento generato dalle azioni

Ci sono diversi tipi di azione, le principali sono:

Azioni ordinarie. Si tratta delle classiche azioni quotate in borsa, che rappresentano la quota del capitale di una società e costituiscono la maggior parte delle azioni emesse.

Azioni privilegiate. Di solito non sono dotate del diritto di voto e chi detiene questo tipo di azioni generalmente viene ripagato con un dividendo fisso, o più alto rispetto a quello destinato ai possessori di azioni ordinarie.

Azioni di risparmio, Sono azioni che possono essere emesse solo da aziende che hanno azioni ordinarie quotate in borsa e presentano le seguenti caratteristiche:

  1. sono privilegiate nella distribuzione degli utili, che generalmente è pari al 5% del valore nominale delle azioni;
  2. sono privilegiate sul capitale in caso di liquidazione della società;
  3. non è possibile esercitare il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie degli azionisti.

L’unico costo che avete quando comprate delle azioni è la commissione chiesta dalla banca o dal broker al momento dell’acquisto e della vendita.

Quando consultate la quotazione di un titolo azionario sui principali quotidiani, vi trovate di fronte a una serie di dati utili per una veloce valutazione dell'azione.

  • il prezzo , il prezzo a cui l'azione ha chiuso l'ultima seduta (cioè, giornata di Borsa);
  • la variazione odierna in numero di punti, cioè la variazione in termini di prezzo dell'azione rispetto alla chiusura del giorno precedente;
  • la variazione in percentuale, è la variazione in termini percentuali che il titolo ha registrato, rispetto alla chiusura del giorno precedente;
  • il range di prezzo delle ultime 52 settimane, rappresenta la forchetta di prezzo (minimo/massimo) in cui l'azione si è mossa nell’ultimo anno;
  • il volume scambiato giornalmente, indica la quantità di azioni scambiate durante l’ultima seduta.

Come visto, ci sono due modi per guadagnare con le azioni, attraverso l'incasso dei dividendi e tramite il rendimento generato dalle azioni. Per quanto riguarda quest'ultimo, si può guadagnare acquistando un azione per poi rivenderla una volta che il prezzo sarà aumentato o attraverso lo short selling.

Lo short selling consiste nel vendere azioni senza esserne in possesso (grazie al prestito dei titoli da parte di banche o brokers), per poi riacquistarle in un secondo momento quando il prezzo sarà sceso. 

C'è da dire, tuttavia, che questa strategia non si addice a un investimento di lungo periodo in quanto un'azienda nel tempo tende a migliorare e crescere. Lo short selling viene utilizzato esclusivamente dai traders che speculano sul ribasso di un'azione nel breve periodo.

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