La conclusione del percorso finanziario
31 Ottobre 2021
La creazione di un portafoglio
31 Ottobre 2021

Esempi di alcuni tipi di portafoglio

Bene, siamo arrivati all’atto finale di questo percorso, vediamo per concludere alcuni tipi di portafogli. Quando si costruisce un portafoglio si deve innanzitutto stabilire l’obiettivo dell’investimento. Vi dovete domandare, perché investo questi soldi? Cosa voglio ottenere? Come lo voglio ottenere? In quanto tempo? Da queste risposte dipenderà la scelta degli ETFs e/o ETCs sui quali investire perché avete visto che gli ETFs, anche con lo stesso benchmark di riferimento, possono avere caratteristiche differenti.

Ovviamente, devono essere obiettivi raggiungibili, investire mille euro e ritrovarsene un milione tra 10 anni non è realizzabile. Generalmente, chi investe lo fa per proteggere i risparmi dall’inflazione, per avere una rendita annuale (o semestrale), per integrare la pensione una volta raggiunta l‘età richiesta. Tutti obiettivi che richiedono portafogli differenti.

Dopo, dovete stabilire l’ottica temporale, cioè in quanto tempo volete raggiungere il vostro obiettivo. Questo dipende, oltre che dalla vostra età, anche dai risparmi a disposizione.

Infine, dovete decidere il rischio che siete disposti ad accettare per raggiungere l’obiettivo, cioè, la vostra propensione al rischio. Come detto, maggiore guadagno significa anche maggiore rischio. Investire in obbligazioni High Yield vi permette un guadagno maggiore che farlo in obbligazioni governative americane ma anche il rischio di default di un emittente è più alto.

La propensione al rischio si può tradurre come la vostra tolleranza alle oscillazioni, anche forti in taluni casi, dei prodotti finanziari che detenete in portafoglio. Dovete quantificare questo rischio e scegliere solo quegli strumenti finanziari che permettono di rispettare questo parametro.

Dovete valutare bene tutto. Se un obiettivo è raggiungibile solo a fronte di un innalzamento del rischio che va oltre la vostra soglia di tolleranza, allora forse dovreste rivedere le vostre priorità e virare su qualcosa di più tranquillo e facile da ottenere. Sbagliato è anche aumentare le dimensioni dell’investimento per raggiungere l’obiettivo. I risparmi che investirete non devono servirvi per le spese quotidiane e la loro momentanea privazione non deve crearvi problemi.

Adesso è arrivato il momento di vedere le strategie d’investimento a seconda di quello che è l’obiettivo che desiderate raggiungere. Per prima cosa c’è da fare una distinzione sulla gestione del portafoglio. Il portafoglio può essere gestito:

  • passivamente
  • attivamente

Qual è la differenza. Gestire un portafoglio passivamente significa acquistare gli ETFs e lasciarli in portafoglio senza apportare modifiche per tutta la durata dell’investimento. Questo ha il pregio di non doverci dedicare del tempo, al massimo qualche ora all’anno, e quello che i costi in definitiva sono quasi trascurabili. Tuttavia, mantenendo sempre gli stessi prodotti in portafoglio, lascia questo in balia delle fluttuazioni dei mercati nei periodi di turbolenza.

Gestire un portafoglio attivamente significa acquistare e vendere periodicamente gli ETFs in base al mutare delle condizioni. È subito palese che una tale gestione richieda molto più tempo da dedicarci, aumentano i costi dovuti al maggior numero di commissioni pagate per acquisti e vendite e occorre anche una certa conoscenza delle dinamiche dei mercati. Il pregio è quello di modificare il portafoglio al modificare delle condizioni economiche e dei mercati. Ciò si traduce in una performance maggiore con un calo della volatilità e, di conseguenza, del rischio.

Indipendentemente da quale gestione scegliate, questa deve rispettare i vostri obiettivi d’investimento, senza farvi prendere dalle emozioni, soprattutto nelle fasi di turbolenza dei mercati. Tutto procede bene quando i mercati salgono, i problemi arrivano quando i mercati scendono. Troppi investitori si fanno prendere dal panico e vendono per paura di perdere i loro risparmi, perdendo di vista obiettivo e ottica temporale.

Ricordo che nel 2008 mi scrisse una persona che aveva investito in BTP (obbligazioni del tesoro italiane) ed era preoccupato di perdere tutto (o quasi) a causa della crisi finanziaria e del crollo del mercato azionario. Questo capita quando non si ha una minima conoscenza di educazione finanziaria.

Adesso brevemente, in quanto questo percorso non è un corso o una sollecitazione all’investimento, vi mostro tre tipi di portafoglio in base alle differenti esigenze.

  1. Portafoglio a capitale garantito. È una strategia usata da molte banche per chiedere laute commissioni. Consiste nell’acquistare un’obbligazione zero coupon e, con la differenza tra valore nominale e prezzo di mercato, acquistare uno o più ETFs. In questo modo, nel peggiore dei casi a scadenza riceverete l’intero capitale investito. Per maggiore chiarezza vi mostro un esempio.Investo € 10.000. Acquisto l’obbligazione XYX zero coupon a 88,50 per un esborso di € 8.850 e con i risparmi ancora disponibili (€ 1.150) acquisto un ETF. A scadenza, l’obbligazione mi restituirà quota 100, quindi € 10.000 tutto il mio capitale; l’ETF rappresenterà il mio guadagno.

È un tipo d’investimento conservativo, cioè che ha lo scopo di conservare il capitale nel tempo rivalutandolo. In questo modo il rischio viene azzerato (non è proprio così, c’è sempre il rischio, anche se remoto, del default dell’emittente) e si ha un, seppur basso, guadagno. È un’ottima alternativa a lasciare i risparmi fermi sul conto corrente, annualmente erosi dall’inflazione.

  1. Portafoglio con rendita periodica. Spese ne abbiamo tutti, il mutuo o l’affitto da pagare, la scuola dei figli, l’assicurazione medica o sulla vita, ecc. Quindi non sarebbe male ottenere una rendita periodica (generalmente semestrale o annuale) per alleviare i costi.

Per prima cosa, mi sembra ovvio, dovete scegliere ETFs che distribuiscono i rendimenti (e non li accumulano), poi, per creare questo tipo di portafoglio avete due strade:

  • azionario
  • obbligazionario

Dovete scegliere se utilizzare ETFs sui mercati azionari oppure obbligazionari. C’è differenza e ora la vediamo. Dei due è generalmente l’azionario che distribuisce una rendita maggiore. Tuttavia, l’azionario è meno regolare e più volatile e quindi soggetto a ribassi (anche forti in alcuni casi come è successo in passato). Se nel lungo termine non danno problemi all’investimento, li possono però dare sui dividendi. Sia perché l’anno potrebbe chiudersi in perdita per alcune società, sia perché anche se è stato conseguito un guadagno, l’azienda può decidere di non distribuire i dividendi agli azionisti (in pratica non distribuiscono per quell’anno ma accumulano).

L’obbligazionario, invece, è più tranquillo, costante, senza grandi sbalzi e molto meno volatile dell’azionario e quindi maggiormente indicato a chi necessita di un’entrata regolare, da ricevere ogni sei o dodici mesi. A mio parere, dunque, gli ETFs obbligazionari sono da preferirsi.

Il secondo e ultimo passo riguarda la scelta dell’ETF. Dovete scegliere un ETF “high yield”, che, a parità di tutte le altre condizioni che vi interessano (liquidità, replica fisica o sintetica, valuta, ecc.) abbia il rendimento (dividend yield) più alto (potete aiutarvi con lo screener di JustETF nella scelta).

Dunque, questo tipo di portafoglio è ideale per chi necessita di ottenere un’entrata periodica con un’ottica di medio-lungo periodo. Oltretutto a basso rischio essendo costruito interamente con obbligazioni (anche se high-yield).

  1. Portafoglio pensione. In qualunque Paese voi viviate è arcinoto che, una volta che andrete in pensione, ciò che percepirete ogni mese sarà inferiore allo stipendio. Per mantenere il vostro tenore di vita sarete costretti a utilizzare i vostri risparmi. Questa è una preoccupazione comune a molte persone.

Per ovviare al problema ci sono i fondi pensioni, che hanno come finalità principale l’integrazione pensionistica, oppure, molto più semplicemente, potete utilizzare degli ETFs ad accumulo.

La strategia che io adotto è il PAC ossia Piano di Accumulo (ma non è l’unica). Consiste nel non investire tutti i risparmi immediatamente ma di frazionarli in acquisti mensili o comunque regolarmente cadenzati (trimestrali, semestrali, annuali).

Questa strategia è ottima anche per chi non ha un capitale da investire ma che è in grado di risparmiare ogni mese e destinare quei risparmi a un piano di accumulo, in particolare i giovani. Questo è argomento che mi sta molto a cuore, i giovani. Loro hanno due grandi alleati in questa strategia: il molto tempo davanti a loro e l’interesse composto. Anche con poco ogni mese, un ragazzo di 25 anni può garantirsi un futuro finanziariamente tranquillo.

Proprio l’età dovrebbe decidere l’ETF da acquistare. Se avete ancora molti anni prima di andare in pensione allora la migliore strategia è orientarsi in un ETF azionario (sull’azionario mondiale o su quello americano) che nel lungo periodo garantisce una migliore performance. Se, invece, vi mancano pochi anni per la pensione, allora è più saggio investire in un ETF obbligazionario (anch’esso mondiale o americano) che è più prudente e meno volatile.

Il piano di accumulo è molto semplice da attuare, non richiede particolari conoscenze. Non necessita di tempo, al massimo un paio di ore mensili. Risolve il dubbio se adesso sia il periodo giusto di acquistare dal momento che acquisti cadenzati nel tempo vi daranno un prezzo medio accettabile. Potete personalizzarlo a vostro piacimento.

Questi sono tre tipi di portafogli ma ce ne sono molti altri. Sta a voi adesso, se interessati, approfondire l’argomento e a costruirvi quello più adatto alle vostre esigenze.

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