

Prima ancora di andare a cercare l’ETF o gli ETFs da acquistare, dovete avere bene in mente il portafoglio che volete costruire. Nella costruzione del portafoglio ci sono alcuni punti che dovete avere ben chiari e ve li spiegherò di seguito.
Vi faccio un esempio. Investire su un ETF di obbligazioni (treasury) americane a lungo termine da un 2,5% circa di rendimento all’anno, investire su un ETF di obbligazioni HY (High Yield) da un rendimento più che doppio, circa il 5,7%. La domanda è: su quale dei due investireste?
Se avete risposto sul secondo, la risposta è sbagliata. Se, invece, avete risposto sul primo la risposta è sbagliata. Come potete decidere di investire su un qualcosa senza conoscere il rischio a cui andate in contro? Ovviamente c’è un motivo perché i due ETFs danno un rendimento annuale così diverso. Il primo è più basso ma ha dalla sua il fatto che è composto da treasury bonds, quindi con un alto rating. In pratica per perdere i vostri soldi devono andare in default gli Stati Uniti, cosa questa assai poco probabile (almeno al momento in cui sto scrivendo).
Il secondo è composto da obbligazioni emesse da società (la maggior parte americane) parte delle quali con un basso rating (che viene definito “spazzatura”) quindi decisamente meno sicure dei treasury bonds. È ovvio che se un’obbligazione ha un rendimento del 13% annuo, significa che la società che l’ha emessa ha un pessimo rating e c’è la possibilità che a scadenza non sia in grado di onorare il debito.
Quindi, la risposta alla domanda è, “dipende dalla vostra idea di investimento e dal rischio che siete disposti ad assumervi”.
Non pensate nemmeno per un attimo di chiedere a me o a qualcun altro di costruirvi un portafoglio sul quale investire. Io lo farei su misura per me che quasi sicuramente non coinciderebbe con la vostra idea di investimento. Questo vi porterebbe solo preoccupazioni e notti insonne. E se anche alla fine ottenete un guadagno non si può certo dire che quel portafoglio sia efficiente per voi.
Non trovate quantomeno bizzarro che ottenere quanto desiderato per migliorare la qualità della vostra vita, vi ha peggiorato la qualità della vita?
Quindi seguite i dettami della vostra idea di investimento e costruite voi il vostro portafoglio. Solo così si potrà definire efficiente.
Dovete investire su più mercati (azioni, obbligazioni, materie prime…) tra loro non correlati in modo tale che il ribasso di un ETF sia, almeno in parte, coperto dal rialzo di un altro ETF. Due mercati sono correlati se al rialzo di uno corrisponde un rialzo dell’altro e viceversa, al ribasso di uno corrisponde un ribasso anche dell’altro. I due mercati non sono correlati se viene meno questa relazione.
La diversificazione non è un qualcosa che aumenta la performance del vostro portafoglio ma che diminuisce il rischio.
Un esempio è dato dai cosiddetti beni rifugio. Nei periodi di forti ribassi dei mercati azionari, avviene che i grossi investitori (i fondi) escono dal mercato azionario e investono nei beni rifugio, ritenuti più sicuri, soprattutto nell’oro. Se andate a vedere, nel 2008 a fronte di un forte calo dei mercati azionario, a seguito della bancarotta di Lehman Brothers, l’oro ha chiuso l’anno con una performance positiva. Non sarebbe stata sufficiente a coprire l’intera perdita subita dal mercato azionario ma tuttavia ne avrebbe diminuito l’entità. Lo stesso è avvenuto nel 2020.
Una semplice diversificazione del portafoglio è la seguente:
In questo modo avete un portafoglio abbastanza bilanciato e con un rischio contenuto. Monetario e obbligazionario oltre a portare a casa un rendimento, abbassano la volatilità del portafoglio. L’azionario è la parte più rischiosa e quella che contribuisce maggiormente alla performance del portafoglio. L’oro ha soprattutto funzione di copertura.
Le percentuali possono essere modificare a seconda del periodo storico. Se state vivendo un periodo proficuo per l’azionario potete aumentarne l’esposizione a discapito dell’oro ad esempio. Nei periodi d’incertezza potete fare l’esatto contrario, diminuendo l’azionario e aumentando gli altri tre.
Tenete sempre a mente che quella di scegliere i mercati sui quali investire e le relative percentuali è ciò che determinerà la performance del vostro portafoglio. Dovete pesare bene i mercati sui quali investite, anche in base al vostro obiettivo finanziario.
Desiderate investire 100.000 euro, divisi in quattro parti uguali (25%) per ogni asset proprio come visto sopra. Quindi 25.000 euro nel monetario, 25.000 euro in obbligazioni, 25.000 euro in azioni e 25.000 euro in oro. Tutti gli ETFs acquistati prevedono l’accumulazione dei dividendi/cedole.
Dopo un anno, il monetario ha guadagnato il 2%, l’obbligazionario il 5%, l’azionario il 22% e l’ETC sull’oro ha perso il 5%. Adesso le percentuali in cui è diviso l’investimento non sono più tutte del 25% ma:
Quindi le percentuali sono ribilanciare e riportarle a essere nuovamente tutte le 25%. Per prima cosa dovete fare la somma del valore di tutti gli assets (€ 106.000) e dividere per il numero degli assets (4): il risultato è € 26.500. Poi dall’azionario (l’unico asset di valore superiore) dovete disinvestire € 4.000 (€ 30.500 - € 26.500 = € 4.000) e distribuire questi soldi in proporzione negli altri assets.
Quindi:
Il denaro che avete investito nel monetario, obbligazionario e oro (€ 1.000 + € 250 + € 2.750 = € 4.000) è esattamente quanto avete disinvestito dall’azionario. Anche qui, tutto molto facile a parole, un po’ meno in pratica perché non sempre si riesce a disinvestire e reinvestire esattamente le cifre calcolate. Dovete cercare di avvicinarvi il più possibile.
Il ribilanciamento può essere fatto annualmente oppure semestralmente (periodi minori non li consiglio per i costi che vendere e comprare ETFs comporta). Gli stessi ETFs sono regolarmente ribilanciati dalle società emittenti in modo che ogni azione o obbligazione mantenga sempre lo stesso peso all’interno del paniere.
È importante, quindi, che ribilanciate di tanto in tanto il vostro portafoglio perché così sarà sempre ben diversificato secondo la vostra idea di investimento e il vostro obiettivo finanziario da perseguire. Altrimenti sarete esposti più su un asset e meno su altri andando a modificare il rischio complessivo dell’investimento (e rendendo meno efficiente il portafoglio).
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.