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L‘inflazione sarà un problema, ma non il peggiore

La Federal Reserve ha dato diverse indicazioni nella riunione di ieri. Per il momento la politica monetaria rimane accomodante, mantenendo gli acquisti di obbligazioni a 120 miliardi al mese ma il tapering è dietro l’angolo. Non è stata fatta una data precisa ma potrebbe iniziare dopo la riunione del FOMC del 2-3 novembre, a condizione che la crescita dell'occupazione negli Stati Uniti fino a settembre sia “reasonably strong”.

Quindi, il prossimo rapporto del Non-Farm Payrolls che uscirà l’8 di ottobre (relativo al mese di settembre) rivestirà un’importanza ancora maggiore del solito, essendo l’ultimo prima della riunione del FOMC del 2-3 novembre.

"It wouldn't take a knockout or super-strong employment report", per iniziare il "tapering of the bond-buying program, with the process expected to wind down by the middle of next year", ha detto Powell. E questo rappresenta una sorpresa dato che inizialmente era previsto fino a Dicembre 2022.

Cosa che non mi sorprende (e non ha sorpreso nemmeno i mercati), adesso la Fed prevede un rialzo dei tassi già il prossimo anno. Già da alcuni mesi il futures del Federal Funds Rate dava questo scenario per abbastanza probabile. Da sei sono passati a nove (su diciotto) i funzionari della Fed pronti ad alzare i tassi il prossimo anno.

La Fed ha abbassato le stime di crescita per quest’anno al 5,9% dal 7.0% di giugno e ha rivisto al rialzo il tasso di disoccupazione al 4.8% dal 4.5% di giugno. Tasso di disoccupazione che poi dovrebbe scendere di un punto al 3.8% nel 2022 ma visti i repentini cambiamenti nelle previsioni ogni tre mesi della Fed, previsioni ancora più lunghe rivestono ben poco valore.

Rivista al rialzo anche l’inflazione al 4.2% dal 3.4% di giugno. Il fatto che nel 2022 sia prevista al 2.2% vi dovrebbe far capire come previsioni più lunghe di tre mesi non hanno praticamente valore con Powell & Co.

We are seeing upward pressure on prices, particularly because supply bottlenecks in some sectors have limited how quickly production can respond in the near term”, ha detto Powell, aggiungendo che “these bottleneck effects have been larger and longer-lasting than anticipated, leading to upward revisions to participants inflation projections for this year”. Powell ha ipotizzato che “while these supply effects are prominent for now, they will abate, and as they do inflation is expected to drop back toward our longer-run goal".

Quindi, per il momento, la Fed prevede ancora di essere in grado di stimolare l'occupazione tenendo sotto controllo l'inflazione, che considera essere il risultato di forze "transitorie" che diminuiranno da sole. Affermazioni che, in tutta sincerità, mi hanno lasciato molto perplesso.

Questo quanto emerso dalla riunione della Fed del 21 - 22 settembre. Rimango ancora sull’argomento inflazione perché le informazioni che ho io sono un pochino differenti da quelle dell’Economic Projections. Per prima cosa ecco il grafico del Consumer Price Index (che potete trovare sul sito del U.S. Bureau of Labor Statistics).

Consumer Price Index (U.S. Bureau of Labor Statistics)

Quindi, come emerge dal grafico, ad agosto l‘inflazione era oltre le previsioni di quest’anno della Fed, al 5.3%. Ma questo è il meno. Alcune settimane fa ho avuto un colloquio con un ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale (FMI) che mi ha prospettato uno scenario decisamente peggiore di quello attuale, con un’inflazione che negli Stati Uniti supererà il 10%.

Se allora mi sembrava esagerata la previsione, oggi non ne sono più tanto sorpreso, visto il pensiero di Powell. Ciò che preoccupa il mio interlocutore non è tuttavia l’inflazione, ci sono altri aspetti mondiali che possono avere importanti ripercussioni geo-politiche. Ma qui mi devo fermare, mi è stato chiesto di non divulgare quanto mi è stato detto e ho promesso di farlo.

Concludo dicendo, senza infrangere la promessa, che in futuro sarà un altro il dato macroeconomico americano che attirerà l’attenzione di Powell e degli economisti, e che rivestirà molta importanza.

La Federal Reserve ha dato diverse indicazioni nella riunione di ieri. Per il momento la politica monetaria rimane accomodante, mantenendo gli acquisti di obbligazioni a 120 miliardi al mese ma il tapering è

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