

In questi giorni mi sono venute alla mente le parole di una canzone di Domenico Modugno, “Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare!” E ancora, “ti sembra niente il sole! La vita, l'amore.”
Certo che noi esseri umani siamo proprio particolari. Viviamo in un mondo che è, come il titolo di quella canzone (anche se il tema era un altro), meraviglioso e invece di godercelo, di vivere il più serenamente e felicemente possibile, bramiamo sempre più quelle cose effimere, dal momento che la nostra vita non è eterna, senza avere nessuno scrupolo a calpestare la vita altrui e a distruggere pur di ottenerle.
Io ho molti amici sparsi per il mondo; dovessi decidere di incontrarli tutti farei come Phileas Fogg, uno dei due protagonisti de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne. Ho amici in Ucraina di cui non ho notizie da alcuni giorni. Ho amici in Polonia che di notizie invece me ne hanno date ma che avrei voluto non ricevere.
Forse molte persone non se ne rendono conto ma le probabilità che il conflitto si estenda alla sola Ucraina sono molto alte. Si sta solo attendendo un pretesto valido per far scoppiare quella che è già stata definita la terza guerra mondiale. E in questo clima, parlare di trading può sembrare fuori luogo. Tuttavia serve a tenere occupata la mente.
Il conflitto Russia-Ucraina ha cambiato le carte in tavola. Tutte le analisi sono saltate. Personalmente vedevo Eur-Usd a 1,15/1,16 e invece venerdì è sceso sotto 1,09 per poi chiudere poco sopra. Adesso si compra il dollaro americano e si vende l’Euro. Euro che è venduto anche contro valute decisamente più deboli come la sterlina.
Conflitto che ha fatto impennare le materie prime, in particolar modo il crude oil e i suoi derivati, il gas naturale, le granaglie, i metalli con il rame che venerdì ha chiuso a un nuovo massimo. Aumento delle materie prime che ha spinto al rialzo anche le Commodity Currencies, come il dollaro australiano e quello neozelandese. Sotto potete vedere la performance delle principali valute la settimana appena trascorsa.
Sempre al palo per il momento le Safe-Haven Currencies, CHF e JPY. In particolar modo lo Yen giapponese che da gennaio 2021 ha iniziato in forte trend ribassista che ha portato il contratto futures da un massimo di 0,97475 del 6 gennaio 2021 a un minimo di 0,86160 a metà febbraio (un calo dell’11,6% in 13 mesi). Se non si risolverà in fretta il conflitto russo-ucraino, reputo JPY possa diventare molto interessante.
Questa settimana (il 10 marzo) ci sarà la riunione della BCE, dalla quale ci si aspetta che dalle parole si passi ai fatti. In particolar modo, delle misure atte a contrastare la crescente inflazione, anche se non sono previsti aumenti dei tassi. La settimana successiva (il 16 marzo) si svolgerà la riunione della FED. Powell ha già detto che voterà per un rialzo dei tassi di soli 25 punti base. Cancellando di fatto qualsiasi possibilità di vedere un rialzo più cospicuo di 50 punti base.
Credo cha mai in passato i meetings della BCE e della FED siano stati così attesi e importanti. In aggiunta, il 10 ci sarà anche il dato del Consumer Price Index americano che dovrebbe salire al 7,8% e smentendo di fatto Powell su un’inflazione “transitoria” e che io avevo subito criticato.
In questo periodo, dunque, tutto è legato a dei fili con la guerra a fare da burattinaio. Non resta che pregare, per chi è credente, e sperare, per tutti gli altri, che possa cessare presto questo conflitto e per quanto riguarda il trading, molta prudenza. Le occasioni arriveranno, basta saper essere pazienti e aspettare il momento giusto.
In questo clima di guerra, parlare di trading può sembrare fuori luogo. Tuttavia serve a tenere occupata la mente. Il conflitto Russia-Ucraina ha cambiato le carte in tavola. Tutte le analisi sono saltate
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.