

Uno dei libri che maggiormente ha contribuito a cambiarmi la vita e che ho amato leggere fin da subito è “L’uomo più ricco di Babilonia” di George S. Clason. Ci tengo fin da subito a precisare che ogni libro che presenterò in questo mio percorso educativo, se voi deciderete di acquistarlo, io non ne ricaverò un centesimo. Di contro, sono certo che voi ne riceverete dei grandi benefici.
C’è una frase che ha acceso l’interruttore della mia coscienza. E’ una frase durante un dialogo tra due amici, Bansir e Kobbi nel primo capitolo, “la ragione per cui non abbiamo mai trovato la ricchezza è perché non l’abbiamo mai cercata”. All’epoca il trading non era ancora un lavoro per me. Un po’ perché non ero in grado di ottenere dei guadagni costanti, mese dopo mese, un po’ perché il mio capitale era modesto.
Il mio lavoro era il commerciante, vendevo francobolli e monete da collezione. Le cose non mi andavano male ma lo stipendio che ottenevo serviva a malapena per arrivare a fine mese. E tutto ciò che sapevo fare era lamentarmi del fatto che “lavoravo sempre, eppure in tasca non mi restava mai nulla”. Quella frase mi aveva sbattuto in faccia la realtà, l’unica cosa di cui mi dovevo lamentare era del mio immobilismo. La mia situazione non mi piaceva, tuttavia non facevo nulla per cambiarla.
Questo è quello che vedo anche in amici e conoscenti che faticano con il loro stipendio ad arrivare a fine mese, che fanno una vita che non gli piace e che passivamente l’accettano come se non ci fossero soluzioni alla loro condizione.
“Come va con il lavoro?”
“Non me ne parlare, con questa crisi non so nemmeno se i soldi dureranno fino al prossimo stipendio.”
“Perché non pensi a come migliorare la tua situazione finanziaria?”
“Eh, tu fai presto a parlare, sei ricco (???), io mi spacco la schiena tutto il giorno e non ho un centesimo, cosa vuoi che mi metta a pensare.”
A parte il fatto che io non sono ricco, questo dialogo dà la giusta dimensione della mentalità di coloro (se non tutti, la maggioranza) che hanno problemi finanziari o che devono fare gli equilibristi per non averne e che però accettano questa condizione, non mettendosi neanche a pensare, a cercare una soluzione ai loro problemi.
Tornando alla frase nel dialogo a inizio libro, “la ragione per cui la vostra situazione non è cambiata è perché non avete mai cercato di cambiarla”. La prima cosa che dovete fare è cambiare la vostra mentalità “da perdenti” e fissare bene in mente il vostro obiettivo. Dovete essere in grado di fare qualsiasi sacrificio per raggiungerlo. Se non sentite il desiderio di cambiare, la situazione da sola non cambierà. La fortuna va cercata, non aspettata passivamente.
A questo punto spetta a voi iniziare. Il primo passo da fare una volta ricevuto lo stipendio è pagare voi stessi per primi, prima di tutto il resto. Un’affermazione del genere può suonare strana, come pagare noi stessi? “Una parte di tutto quello che guadagnate è vostro e lo dovete conservare. Stabilite una parte ragionevole dei vostri guadagni, facendo in modo che non sia minore alla decima parte, e conservatela. Modificate le altre vostre spese, se necessario ma per prima cosa conservate quella somma”.
Ma come, direte voi, io non riesco ad arrivare a fine mese e dovrei anche togliere dallo stipendio il 10%? Era ciò che ho pensato anch’io.
“Ciò che ciascuno di noi chiama spese necessarie aumenterà sempre fino a eguagliare le nostre entrate, se non faremo qualcosa per evitarlo. Non confondete le spese necessarie con i vostri desideri […] Vi sono spesso alcune spese, ormai date per scontate, che possono essere saggiamente ridotte o eliminate.”
Feci un qualcosa che poche, pochissime persone fanno. Redassi un bilancio familiare. Crei una tabella dove ogni mese inserivo le entrate e le uscite nelle loro varie voci, anche le più piccole e insignificanti. Alla fine mese avevo tutto il resoconto, tutte le mie entrate e tutte le mie spese.
Il primo mese il bilancio era prossimo allo zero, cioè le uscite rappresentavano praticamente il totale delle entrate. Allora mi misi a cerchiare tutte le voci che non erano fondamentali e che, se non avessi fatto quelle spese, avrei vissuto comunque tranquillamente, pagando affitto, utenze, cibo e tutto ciò che era indispensabile.
Quelle voci cerchiate rappresentavano una bella fetta delle mie uscite. Rinunciarvi non era facile e, soprattutto, piacevole. C’erano le cene in pizzeria, la pay tv… in questo modo la qualità della mia vita sarebbe scaduta molto. Ma se volevo cambiare le cose, se volevo maggiore ricchezza che mi permettesse anche il superfluo, dovevo fare quel sacrificio.
Il primo mese fu duro, molto. Poi, piano piano, con il passare del tempo, cominciai a farci l’abitudine e dopo non mi pesò più tanto. Anzi, nel vedere il mio capitale crescere ogni mese del 10% delle mie entrate mi dava una gran sensazione di appagamento. Per la prima volta nella mia vita stavo risparmiando e questo mi faceva stare bene.
Quindi tenete un bilancio familiare dove inserire tutte le voci in entrata e in uscita. Valutate bene tutte le spese ed eliminate quelle che adesso sono superflue anche se vi generano piacere e fate fatica a rinunciarvi. Tenete per voi quel denaro, ogni mese.
La maggior parte delle persone sottovaluta l’importanza di redigere un bilancio familiare ma vi assicuro che se lo farete, svilupperete una diversa mentalità che vi aiuterà a raggiungere i vostri obiettivi finanziari.
Questo è il primo passo che dovete fare e farlo adesso, non domani o tra una settimana. Adesso.
“Come un albero, la ricchezza cresce da un seme minuscolo. La prima moneta che risparmierai sarà il seme dal quale crescerà il tuo albero della ricchezza. Prima pianterai il tuo seme, prima crescerà l’albero. E più fedelmente nutrirai e innaffierai quell’albero con risparmi consistenti, prima godrai, soddisfatto, della sua ombra.”
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.