

Inizio subito con una fredda definizione. L’educazione finanziaria “è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e attraverso istruzioni, informazioni, consigli sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, dove ricevere supporto o aiuto per realizzare tali scelte e per le azioni da intraprendere per migliorare il proprio stato e il livello di protezione” (OCSE).
Più semplicemente, "l'educazione finanziaria è la capacità di comprendere e applicare diverse abilità finanziarie in modo efficace, tra cui la gestione finanziaria personale, il bilancio e l'investimento".
Sono italiano e vivo in Italia. L’ultima analisi eseguita da Standard and Poor’s e Banca Mondiale è impietosa, l’Italia è il 63° Paese al mondo per la conoscenza dei meccanismi finanziari da parte della popolazione. Non si tratta solo di sapere come fare un investimento o sfruttare uno strumento per provare ad arricchirsi ma, in realtà, si considerano proprio le conoscenze base necessarie a gestire i risparmi. Questo implica, nei fatti, che la maggior parte degli italiani è del tutto in balia degli istituti finanziari.
In Italia solo il 37% degli adulti, secondo quanto emerso dal sondaggio ha delle conoscenze almeno minime di finanza. Il tasso di alfabetizzazione finanziaria è del 68% in Canada, del 67% nel Regno Unito, del 66% in Germania, del 64% in Australia, del 57% negli Stati Uniti del 52% in Francia e del 49% in Spagna. I migliori al mondo sono i Paesi scandinavi, che tutti insieme vantano un 71% della popolazione che ha conoscenze di finanza a livello base.
L’analisi riguardava concetti come la capacità di far di conto, la diversificazione del rischio, l’inflazione e l’interesse. Si è trattato, quindi, non di indagare su concetti di alta finanza, ma sulla competenza circa le nozioni economiche più elementari che sono comunque importanti nella vita di ogni giorno. Concetti basilari, che dovrebbero rientrare nel vocabolario comune di un cittadino medio. Eppure, così non è. Ma perché è importante sapersi destreggiare tra concetti quali inflazione e interesse?
Nel dossier si spiega che mentre coloro che possiedono una certa cultura finanziaria sono in grado di prendere decisioni informate e ragionate in merito ai loro risparmi, investimenti e spese, le persone prive dei più basilari concetti finanziari sono incapaci di gestire anche il più semplice management finanziario e rischiano di incorrere in gravi errori dalle drammatiche conseguenze.
L’ignoranza finanziaria può portare con sé costi davvero significativi. Infatti, i consumatori che non riescono a comprendere concetti come quello di interesse composto, di inflazione o di diversificazione dei rischi, si ritrovano spesso a spendere di più in inutili transazioni finanziarie e ad accumulare debiti.
“L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il Presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra.” (Nelson Mandela)
Alcuni mesi fa ho letto un articolo che riportava un indagine condotta in Italia nel periodo pre-Covid. Oltre il 36,6% degli intervistati non disponeva di risorse sufficienti ad affrontare più di due mesi senza reddito e due famiglie su dieci non possedevano disponibilità finanziaria per affrontare un mese in condizioni di assenza di reddito. Tre famiglie su dieci, tra quelle intervistate, avrebbero oggi difficoltà a fronteggiare una spesa imprevista di media entità e il 35% dichiara di provare una sensazione d’ansia pensando alla propria situazione finanziaria.
Adesso non conosco la situazione negli altri Paesi, probabilmente le percentuali sono inferiori ma quello che so è che ci sono ancora troppe persone, troppe famiglie che potrebbero vivere una vita migliore se solo avessero le conoscenze per farlo e che invece fanno fatica ad arrivare a fine mese o devono indebitarsi verso le banche.
Non sono qui per dirvi cosa dovete fare, non sono né un consulente finanziario, né un promotore. Semplicemente dietro alla mia esperienza e conoscenza derivante dalla lettura di diversi libri (scritti da chi ne sa più di me), ho voluto creare una sorta di percorso che porti ognuno che desideri cambiare il proprio rapporto con il denaro ad avere una maggiore conoscenza e coscienza per farlo.
Anche se ad alcuni cambiamenti appariranno impossibili da attuare alla propria vita, credetemi che se avrete la convinzione e la determinazione potete raggiungere l’obiettivo che vi siete posti, e che nulla di quanto leggerete nei prossimi “capitoli” sarà impossibile.
Ma adesso basta con le chiacchere, è tempo d’iniziare. Quindi a tutti voi, buona lettura e che vi sia di giovamento.
Sono un analista macroeconomico e finanziario con oltre 30 anni di esperienza, inclusi due anni come gestore di fondi. Sono specializzato in valute e materie prime e sono autore di diversi libri di successo su trading, macroeconomia e mercati finanziari.